Direttore Irzio Montermini
Irzio Montermini, Direttore storico del Collegio Einaudi dal 1972 al 2007, è stato un vero e proprio padre per gli studenti fuorisede ospiti del Collegio Einaudi.

Emiliano di origini, Montermini era stato scelto nell'autunno del 1971 dall'allora Presidente Renato Einaudi.
Per 35 anni guidò il Collegio Einaudi anche nelle decadi più difficili degli anni di Piombo o quando decise di trasformare in miste, e non più divise per genere, le Sezioni del Collegio, anticipandone i tempi.



Ecco alcune delle belle testimonianze su Irzio Montermini

Ho un bel ricordo di lui, ero in collegio da pochi mesi, mi chiamò per convicermi a partecipare ad una gita a Londra, a cui avevo aderito, l'impedimento era l'esame di analisi I, ma il prof. Geymonat me lo spostò al giorno dopo il ritorno e così feci.
Mi colpì il suo senso paterno, anche se era molto giovane, si era interessato di uno sconosciuto appena arrivato. L'esame mi andò bene oltre le mie aspettative. Sono passati molti anni, ma i gesti belli, che a volte sembrano piccoli, rimangono nel cuore per sempre. 
Rolando Alunno

Era il 1974 e 1975 e 1976 ed ero rappresentante degli studenti. Quante litigate per questioni che, viste oggi, sembrano tanto banali, ma che allora era passione politica. Lui era un tipo focoso, così come lo ero io. Siamo diventati amici e mi spiace molto per la perdita di un uomo che si è speso tanto per L’ente collegi, come si chiamava allora.
Riposi in pace.
Cosimo Pulito


E’ stato come un padre per generazioni e generazioni di studenti. Ne avremo sempre un ricordo bellissimo
Associazione Alumni Collegio Universitario Einaudi
 
Il mio Direttore dal 1986 al 1992. Mi ricordo benissimo quando, al termine del primo anno trascorso in Via M. Vittoria, mi convocó nel suo ufficio per comunicarmi che, accogliendo la mia richiesta, mi aveva trovato una stanza in C.so Lione 44. Si raccomandó anche, come un padre, di studiare e comportarmi bene in quella che ai tempi era una sezione completamente maschile. L’ho fatto. Ancora oggi desidero ringraziarla per avermi aiutata, così come avrà sicuramente aiutato tanti altri studenti. Sentite condoglianze alla famiglia ed a tutta l’immensa Famiglia del Collegio.
Elisa Bezzone
 
Montermini!
Quanti ricordi, che dispiacere apprendere questa notizia!
Lo rispettavamo anche quando giocavamo a “guardie e ladri” e lui, ovviamente, era la guardia alla ricerca di “abusivi”.
Lui era consapevole che ci fossero, ma chiudeva spesso tutte e due gli occhi, finché, per qualche motivo, non era costretto a intervenire. E gli occhi li chiudeva anche quando autorizzava le nostre feste di carnevale al Galliari, consapevole che si sarebbero concluse con l’arrivo della Polizia per schiamazzi notturni.
Quante gliene abbiamo fatte, ma gli volevamo bene, era parte di noi, è ancora parte di noi ed è per questo che lo abbiamo con gioia invitato a cena all’ultimo dei nostri ritrovi, qualche anno fa.
Buon viaggio Irzio, tienici una camera lassù!

Marcello Pinto


Se qualcuno aveva bisogno di notizie sul Collegio Universitario “Renato Einaudi” di Torino a partire dagli anni ’70 non aveva che chiedere a Irzio. Storie, regolamenti, aneddoti, ricordi di singoli studenti fluivano senza interruzione, conditi dall’immediatezza resa dalle sue parole.
Ecco, questo era Irzio Montermini: la storia vissuta del Collegio a partire dall’era del Prof. Einaudi, passando attraverso le vicende legate alle Presidenze dell’ing. Gino Castelnuovo e del Prof. Rolando Rigamonti, per finire con la lunga collaborazione con me, protrattasi dal 1993 al 2007, quando andò in pensione.
La profonda conoscenza del Collegio derivava dal fatto che tutta la sua attività lavorativa era stata nel Collegio e per il Collegio, dove aveva anche vissuto per alcuni anni dal 1972, dall’inizio della sua vicenda collegiale. Conoscere il Collegio dall’interno è la condizione necessaria per apportare migliorie organizzative e riforme ai regolamenti che possano essere condivise dagli studenti, che durante il periodo nella struttura si sentono non ospiti, ma padroni di casa.
E di riforme Irzio ne ha portate avanti tante, alcune epocali. Quando dopo i rivolgimenti delle contestazioni studentesche degli anni ’70 il Consiglio di Amministrazione decise di rendere tutte le 5 Sezioni del Collegio miste, non più divise per genere, l’iniziativa da lui propugnata sollevò più di un’obiezione. Eppure, era un prendere atto che i rapporti interpersonali tra i giovani erano ormai fondati su principi totalmente diversi e che la convivenza tra generi diversi non avrebbe portato alle catastrofiche previsioni del perbenismo allora imperante nell’opinione pubblica. Infatti, solo una volta, nel 1992, c’è stato un episodio finito alle cronache di uno studente che si opponeva all’aborto di una sua compagna di collegio. La fine del confinamento di genere ebbe come utile conseguenza la fine del nonnismo nei confronti delle matricole che alcuni di noi, più vecchi, ancora ricordano come una non piacevole esperienza.
Grande è stata l’attenzione del Dott. Montermini ai rapporti con altri Collegi universitari indipendenti sparsi nelle città universitarie italiane, Pavia e Padova in primis, ma anche Milano, Bologna, Roma, Napoli, Palermo. L’intenso lavoro di relazione e confronto con queste realtà simili a quelle del Collegio Einaudi ha portato nel 1995 alla creazione della Conferenza dei Collegi Universitari legalmente riconosciuti dal Ministero della Pubblica Istruzione. Questo evento ha portato ad una stabilizzazione dei rapporti con il Ministero e del contributo economico annuale dello stesso ai singoli Enti.
“Irzio è stato uno dei Padri fondatori della nostra prima Conferenza. Ricordo che sottolineava sempre che, se l’atto formale era stato a Milano, l’accordo sostanziale tra noi era stato invece a Torino, all’Einaudi. Lo vedevo, in ogni occasione vostra in cui erano presenti allievi o ex, sempre circondato da tanto affetto e riconoscenza. Sicuramente nessuno di loro (e di noi) lo dimenticherà, con la sua riservatezza, ma anche con la sua ironia sottile e soprattutto la sua grande attenzione al prossimo, primi tra tutti i suoi studenti. Ho imparato molto da lui.” Questa la testimonianza di Paola Bernardi, Rettrice del Collegio Nuovo di Pavia.
Ho un bel ricordo di lui, ero in collegio da pochi mesi, mi chiamò per convincermi a partecipare ad una gita a Londra, a cui avevo aderito; l’impedimento era l’esame di Analisi I, ma il prof. Geymonat me lo spostò al giorno dopo il ritorno e così feci. Mi colpì il suo senso paterno, anche se era molto giovane, si era interessato di uno sconosciuto appena arrivato. L’esame mi andò bene oltre le mie aspettative. Sono passati molti anni, ma i gesti belli, che a volte sembrano piccoli, rimangono nel cuore per sempre. Così scrive l’ex-allievo Rolando Alunno
Pochi però ricordano la lunga battaglia di Irzio Montermini per mantenere indipendente il Collegio. Fino agli anni ’70 Il Collegio era l’unica istituzione che provvedeva all’alloggio organizzato degli studenti fuori sede a Torino. Era un Ente morale riconosciuto dal Ministero della Pubblica Istruzione, che operava in collaborazione con le due Università Torinesi che mantenevano ciascuna due posti nel Consiglio di Amministrazione del Collegio. La presenza nello stesso Consiglio di esponenti del Comune e della Provincia di Torino, come anche della Regione Piemonte, oltre che delle Fondazioni bancarie, dei Benefattori, del Rappresentante degli studenti ospiti assicurava la permanenza dell’interesse di tutti gli attori politici del territorio e, in pratica, l’indipendenza dagli stessi enti. La creazione dell’Opera Universitaria di Torino nata per favorire l’assistenza agli studenti dei due Atenei torinesi spinse la stessa a dichiarare che era la naturale continuazione, per gli scopi, del Collegio Universitario e che il Ministero avrebbe dovuto accorpare l’Ente all’Opera Universitaria.
Irzio è stata l’anima della resistenza nell’indipendenza del Collegio Universitario, portata avanti con abilità e successo. Sono state cedute alle Opere Universitarie le mense studentesche, ma il Collegio, organizzazione indipendente dove si entra per merito e si paga per censo, è rimasto unico nel panorama cittadino, né ghetto per ricchi, né ghetto per poveri. Ancora negli anni ’90 l’Ente regionale per il Diritto allo Studio Universitario ambiva a impossessarsi delle 750 camere del Collegio Einaudi.
La politica non ha smesso di cercare di entrare nei gangli direttivi del Collegio, ma questa è un’altra storia…
Donato Firrao, Presidente del Collegio Einaudi dal 1993 al 2018