Dicono di noi
Il Collegio nelle parole dei nostri Ex Allievi

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Il Collegio è diventato per quattro anni il mio mondo e lo è rimasto. Credo veramente che, senza l'esperienza torinese, non avrei scritto.
In Collegio si impara a conoscere e ad amare la varietà del mondo.
A Torino è nato il mio primo libro, scritto anche e soprattutto in Collegio. Un libro che, appena finito, ho letto, proprio al Collegio, in un giorno intero a Massimo Salvadori, che mi ascoltava con affetto e severità.
Claudio Magris, 1961

Consiglierei la vita di Collegio a chiunque, perché non ti limiti a conoscere quello che devi studiare nel tuo campo, ma scambi esperienze con ingegneri, medici, matematici e così via e soprattutto è una scuola di socializzazione.
...
Chi arrivava tardi a mensa aveva il tonno. Io arrivavo sempre tardi… e per 4 anni ho mangiato tonno due volte al giorno, e pertanto ho calcolato che ho consumato 1.920 pasti a base di tonno.
Umberto Eco, 1954

Quando ripenso al Collegio non rimpiango soltanto la giovinezza. Rimpiango l’entusiasmo nel lavoro, la speranza nel domani, la fede nella giustizia.
Angelo Raffaele Meo, 1958

Per me è stato fondamentale. Ho imparato moltissimo dai miei amici di Collegio. Ho conosciuto chimici, medici, fisici che avrebbero potuto essere degli ottimi filologi.
Gian Luigi Beccaria, 1957

Se dovessi oggi scegliere, sceglierei ancora di entrare in Collegio… indubbiamente!
Giovanni Del Tin, 1967

Il Collegio Universitario di via Galliari è stato la seconda delle tre case che hanno contato nella mia vita, intendendo per casa non già un qualunque tetto, ma quello sotto la protezione del quale una persona cresce, coltiva rapporti umani che la segnano, conosce le cose belle e anche le meno belle che contano nella vita, riceve da altri un’eredità umana e trasmette e lascia la propria.
...
Si studiava, dunque, insieme; ma il Collegio non era certo soltanto una fabbrica di buoni esami. Era una comunità di amici, di giovani uomini negli anni cruciali della loro maturazione, quella che dà l’impronta da cui più non si esce.
Massimo Salvadori, 1958

Il Collegio è una grande esperienza di vita, che non si dimentica.
Francesco Profumo, 1977

 

Essere al Collegio significava essere un privilegiato e ciò significava studiare di più per mantenere il privilegio
Nicola Piepoli, 1958

Senza dircelo, il prof. Einaudi ci ha trasmesso il rigore, la passione per lo studio, l’onestà intellettuale.

Grazie Prof. Einaudi. Sono le persone come Lei, le belle persone come Lei, che ci hanno dato l’orgoglio di vivere in questa Italia, che di persone come Lei oggi ha davvero un gran bisogno.
Valentino Castellani, 1957

Le ragazze non potevano neppure entrare in portineria. Si risparmiava molto sul riscaldamento e nei mesi invernali, a volte, si pativa il freddo. Ci scaldavamo il cuore sbirciando dalla finestra le ragazze della scuola di ballo (diretta dalla famosa maestra Bella Hutter) situata nell’edificio antistante Via Galliari!
Vittorio Canino, 1964

 

 

ESTRATTI DI VITA COLLEGIALE

E quel piano di cui all’inizio avevo visto solo il blu delle pareti, ci mise poco a diventare di tanti colori, suoni, accenti, profumi.
Vanessa La Rosa, 2009

La cucina era il mio posto preferito: dispute, scherzi e battute, era difficile tornare in camera senza il sorriso sulle labbra, anche dopo una giornata al Poli.
Giuseppe Marrella, 2009

Abbiamo studiato tanto, mangiato male, ma siamo stati bene: una esperienza di vita assolutamente positiva.
Dino Coppo, 1962

Ci siamo lavati le mutande, stirati i pantaloni, cucinato un risotto, rassettato la camera (con i “traslochi” in magazzino a fine di ogni anno), abbiamo studiato ed infine ci siamo anche laureati.

Anni intensi, senza cadere mai nella noia della monotonia. Anni che mi hanno insegnato a non spaventarmi mai dei cambiamenti e delle difficoltà: che nella vita non si può tornare indietro e bisogna guardare sempre avanti.
Francesco Laterza, 1998

È stata una fortuna poter vivere tre anni dall’amico Renato! Ora che mi ritrovo a partire per studiare all’estero, i ricordi si fanno pressanti ed è bene che si sappia, vivere dall’amico Renato è davvero grandioso e si può cogliere tanto e crescere, se si è recettivi.
Alessandro Fazio, 2007

Ogni persona incontrata aveva un carattere diverso, un obiettivo diverso, nonché una vita diversa. Gente interessante, che probabilmente mi ha fatto crescere più del Poli.

Certe volte bastava una cretinata per creare partiti e movimenti di idee! Ciò che mi piaceva di più erano le eterne sfide in cucina sulle argomentazioni più varie.
Luigi Mantellini, 2004        

Continuo a pensare che la vera vita sia fuori dal Collegio, ma anche dentro… non si scherza!
Ruggero Pensa, 2003

Ricordo ancora l’immenso piacere di quando ci comunicarono che il Collegio sarebbe diventato misto!
Francesco Fumarola, 1999

...la mia fantastica cameretta n. 209 della sezione Po...non l'ho mai cambiata!!! E nella cucina del secondo piano ho festeggiato la mia laurea in giurisprudenza.
Rosa Anna Ciambrone, 2003

Aver vissuto sei anni della mia vita all'Einaudi è una delle migliori cose che mi sia potuta capitare!
Andrea Masi, 2012

E' stata una bellissima esperienza, dove si cresce, si impara, si sperimenta, si conosce e quindi, si vive.
Luca Belluccini, 2011

L’Einaudi, il Politecnico, Torino hanno tracciato un segno indelebile nella mia formazione e crescita umana, culturale e civile: serberò il ricordo di una città bellissima e pratica, di una università efficiente, tosta, ma ben organizzata, di un Collegio universitario tranquillo, sicuro, fondato su regole precise, ma per nulla invadenti o opprimenti.
Michele Monaco, 2011

Sono stato davvero bene, mi sono divertito tanto, ho studiato (ogni tanto tocca fare anche quello), ho fatto tante esperienze e sono maturato.
Grazie per avermi accompagnato in questo cammino.
Federico Palmisano, 2011

Difficile dimenticare il Collegio, la struttura, l'efficienza, l'organizzazione. Davvero un punto di riferimento per i ragazzi che vogliono studiare.
Francesco Prudenzano, 2010

Colgo l’occasione per ringraziarvi per l’impegno profuso per garantire a noi studenti un fondamentale supporto alle nostre carriere universitarie.
Cinque anni fa speravo di riuscire ad ottenere un posto in Collegio: ora posso dire di essere pienamente soddisfatto del tempo trascorso qui.
E’ quindi con profonda malinconia che mi accingo a lasciare la mia amata stanza 229, ma con la piacevole certezza di aver percorso, spero degnamente, la mia parte di cammino all’interno di una tradizione di eccellenza.
Damiano Roberi, 2010

Amo Torino per il Collegio e per tutte le altre persone che mi sono state accanto.
Devo tanto al Collegio, perché mi ha aiutato a raggiungere i miei piccoli traguardi e mi ha dato la possibilità di conoscere persone fantastiche. Grazie per tutti questi anni, che per qualcuno possono sembrare semplici anni di studio, ma che per me sono stati, forse, gli anni più belli della mia vita.
Giuseppe Marrella, 2009

Mi capita di chiedermi come sarebbe stato se non fossi entrato nel Collegi Einaudi.
Chiaramente non ho una risposta, ma conservo una serie di immagini ed emozioni, che mi fanno capire quanto sia stato fortunato.
Stefano Ferrari, 2009

Aver vissuto per un anno la realtà della vita universitaria cinese, mi ha confermato quanto il Collegio Einaudi sia uno straordinario esempio nel panorama delle residenze universitarie mondiali!
Davide Tierno 2012

 

LA FORMAZIONE AGGIUNTIVA: UN’OPPORTUNITA’ DI CRESCITA

Voglio ringraziarvi di cuore per tutto! Per avermi dato l'opportunità di continuare a imparare e crescere con Seniores on line, i corsi di inglese, le lezioni di ballo e anche la portineria!
Marco Diego Vittori, 2010

Impossibile dimenticare i pomeriggi in sala prove! Quelle due ore ogni sabato pomeriggio erano le più attese della settimana. Il coro: un’esperienza indimenticabile!
Emanuele Olmetto, 2012

Due i principali vantaggi del vivere in Collegio: avere contatti con ragazzi più avanti negli studi, che diventavano tutors naturali, perché nascevano da rapporti d’amicizia, non erano delle figure formali, erano dei fratelli maggiori;fare attività aggiuntive ai programmiaccademici: uno stimolo in più rispetto a quelli che già il Politecnico ci forniva.
Valentino Castellani, 1957

Senza le opportunità che mi sono state offerte dal Collegio Universitario Einaudi,
sicuramente non avrei potuto studiare a Torino Ingegneria Meccanica e avrei dovuto dare un corso diverso alla mia vita.
Salvatore Mancò, 1980

Vi ringrazio per tutte le opportunità che il Collegio mi ha dato nei 5 anni che ho trascorso con voi. Credo che la vita in Collegio (Einaudi nello specifico) sia il modo migliore per affrontare gli anni universitari, soprattutto per noi ragazzi che ci allontaniamo da casa.
Valentina De Romeri, 2011

Grazie per aver contribuito dinamicamente al mio cammino universitario proponendo lezioni, lavori part-time, feste, teatro, gite, ecc. e soprattutto per avermi permesso di vivere in mezzo a così tante belle persone.
Il Collegio per me non è stato soltanto una semplice tana dove dormire, ma un eccezionale posto in cui vivere.
Marilena Boccuto, 2011

 

IL COLLEGIO COME UNA FAMIGLIA

Il motto dell’Einaudi dovrebbe essere “in Collegio non sei mai solo”.
Il Collegio ti costringe a questo: a vivere in comunità, e nel mondo di oggi credo sia una grande ricchezza.
Daniele Simondi, 2007

Le regioni si mescolano, i profumi si fondono e giorno dopo giorno quei commensali diventano una seconda famiglia.
Silvia Carbotti, 2006

Siamo stati davvero una grande famiglia: abbiamo condiviso le gioie e le tristezze, la tensione per gli esami, l‘euforia per un bel voto conquistato… la quotidianità.
Silvia Oppezzo, 2005

Ringraziamo i custodi, una sorta di ‘genitori putativi’ dal cognome Einaudi che, per uno strano scherzo della natura, si sono ritrovati ad avere 160 figli!
Dopo sei anni di vita ‘collegiale’, ci sposiamo e andiamo a vivere a casa nostra!
Katia Talora e Stefano Castricini,2002

Secondo me collegiali si resta sempre dentro, non è mai finita sul serio. I primi tempi che ero a casa, dopo aver fatto portineria per un anno e mezzo, al telefono rispondevo ancora «Collegio Einaudi, buonasera»: e non si capiva bene dove finisse una casa e ne cominciasse un’altra.  
Angela Nuovo, 1999

 

Io, figlio unico, all'improvviso mi sono ritrovato con 35 fratelli e sorelle su uno stesso piano.
Diverse provenienze, diversi modi di pensare, diversi ideali, ma un'unità mai conosciuta prima.
Grazie al Collegio Einaudi per avermi fatto diventare ciò che sono oggi.
Marcello Gentile, 2012

Certo che l'esperienza in un Collegio Einaudi non si dimentica, come neanche le preziose persone che riescono ad organizzare e gestire l'ottimo funzionamento di questa struttura e a creare un ambiente così familiare.
Sonia Molinaro, 2010

Mai come in questo Collegio mi sono sentito parte di una comunità. Vivendo con gli altri ragazzi del Collegio ho migliorato il mio italiano senza bisogno di un corso di lingua. Ho anche imparato tanto della cultura italiana. La mia permanenza in Collegio sarà sicuramente un bellissimo ricordo che porterò con me tutta la vita.
Banchongsan Charoensook, Tailandia, ‘Bum’ (per gli amici del Collegio), 2010

Gli anni in Collegio rimarranno per sempre nei miei ricordi non solo perché ho conosciuto tanti amici con i quali parlare, scherzare e sentirmi a casa (anche a 9.000 chilometri dalla mia cara Caracas), ma anche perché in Collegio ho conosciuto la mia ragazza Margherita senza la quale non riesco più ad immaginarmi.
Per questo voglio RINGRAZIARVI di cuore per tutto! Per avermi dato l'opportunità di continuare a imparare e crescere con Seniores on line, i corsi di inglese, le lezioni di ballo e anche la portineria! Ma sopra ogni cosa voglio ringraziarvi per avermi dato una bellissima casa, sarà molto difficile dimenticare questi bellissimi anni.

P.S. Si conclude l'avventura Einaudi di un'altro Vittori, collegiale di seconda generazione: Papà in Via Principe Amedeo, Mamma in Via Maria Vittoria e sorella nella Sezione Po... insomma una famiglia di collegiali! chissà se in un futuro ci sarà anche la terza generazione?!?
Marco Diego Vittori, 2010