Intervista al Professor GIOVANNI DEL TIN
Ex Rettore del Politecnico di Torino, ospite del Collegio Einaudi nella metà degli anni Sessanta.

Perché ha scelto di risiedere presso il Collegio Universitario durante i suoi studi al Politecnico?
In realtà il primo anno in cui ho frequentato il Politecnico ero fuori Collegio, in una stanza di una pensione, bruttissima...che mi ha spinto l'anno successivo a tentare, dal momento che avevo tutti i requisiti per farlo, l'ingresso in Collegio. Da allora la mia vita è cambiata qualitativamente. Ho completato poi gli studi in Collegio, prima nel Collegio di Corso Lione 24 poi in quello di corso Lione 44.

Il Collegio ha influenzato la sua vita universitaria? Se si, in che modo?
Assolutamente sì. Direi che ne ha elevato la qualità. Studiare ingegneria al Politecnico è pesante, ma all'interno del Collegio si vive in una comunità dove è possibile scambiare amicizie ed aiutarsi reciprocamente: anche le difficoltà si superano sentendo la vicinanza dei colleghi e degli amici che vivono nelle stesse condizioni, questo è un fatto fondamentale.

Cosa ricorda con maggior piacere?
In particolare ricordo gli episodi di collaborazione per le esercitazioni, le feste all'interno del Collegio una volta superati gli esami... e cosi via.

Ricordo inoltre con piacere che spesso venivamo reclutati per fare la claque in alcuni spettacoli teatrali al Teatro Alfieri o al Teatro Carignano: venivamo distribuiti all'interno del teatro e ci venivano indicati i momenti in corrispondenza dei quali dovevamo innescare l’applauso: queste erano le poche serate in cui eravamo autorizzati a rientrare in Collegio oltre l’orario di chiusura.

I rapporti di amicizia consolidatisi durante gli anni del Collegio si sono protratti nel tempo?
Assolutamente sì. Gli amici che ho incontrato all'interno del Collegio sono ancora gli amici che frequento adesso; anche se siamo distribuiti in tutta Italia, troviamo ancora occasioni per rincontrarci, singolarmente o anche tutti insieme.

Cosa amava fare nel tempo libero e quali attività extra-universitarie svolgeva?
Sono molto appassionato alla lettura, quindi utilizzavo ampiamente la biblioteca del Collegio. Tenendo presente che il tempo libero non era poi molto, ma ripeto, io solitamente lo dedicavo alla biblioteca, che è veramente una bella ricchezza per chi può accedervi quando e come vuole, così come avviene nel Collegio.

Il Collegio 40 anni fa: come erano organizzate le attività e la vita interna?
Innanzitutto c'era la separazione tra maschi e femmine, c'erano rigidi orari di rientro...Solo quando andavamo a teatro era possibile accedere più tardi. Vi era anche la mensa, sempre gestita dal Collegio.

Ha assunto qualche carica all'interno del Collegio?
No, non ho assunto cariche di rappresentanza all’interno del Collegio, anche se esistevano già come figure: al tempo il rappresentante degli studenti era essenzialmente la persona che interloquiva con il direttore e con gli addetti alla mensa. Si organizzavano anche allora degli interventi, dei seminari di personaggi esterni, e questo è un fatto molto positivo.

Cambierebbe qualcosa di ciò che ha fatto durante gli anni universitari?
No. Se dovessi oggi scegliere, sceglierei ancora di entrare in Collegio....indubbiamente!

Come era venuto a conoscenza del Collegio?
Ho conosciuto il Collegio attraverso i colleghi di Politecnico che vivevano in Collegio, quindi parlandone con loro mi sono convinto che era la soluzione migliore per una vita qualitativamente più elevata.

Consiglierebbe ad uno studente la vita di Collegio?
Sì, lo dico anche in veste di Rettore, vorrei che tutti i nostri studenti che desiderano entrare in Collegio potessero farlo, perché sono convinto che questo migliori la loro qualità di vita.

Per rendersi conto di cosa sia davvero il Collegio bisogna provare la vita esterna in una camera di pensione per un anno, come per chi come me viene da lontano: si ha la sensazione di essere soli. Viceversa in Collegio ci si sente un insieme, ci si sente una comunità di uguali dove ci si può scambiare opinioni, collaborazione, si discute di politica, ecc.

Lo consiglierei anche ad uno studente torinese, anche se operativamente è ancora difficile da realizzare, essendo la residenzialità offerta dai collegi ancora troppo scarsa.

Alla luce della riforma dei cicli universitari, con la crescente possibilità di creare sinergie tra enti/imprese e atenei, come vede il ruolo del Collegio in quanto ente di formazione complementare interdisciplinare?
Innanzitutto secondo me il Collegio ha un vantaggio rispetto a una sistemazione esterna: il Collegio è una comunità. Oggi ha anche le strutture per organizzare seminari, interventi di personalità esterne, noi ad esempiocome Politecnico teniamo molto al rapporto tra la scuola e l'ambiente esterno, sopratutto l'ambiente dei servizi, l'ambiente industriale, ma ci sono problemi di orari, di sale, di personale. Il Collegio invece può organizzare liberamente, fuori dagli orari di lezione, per esempio la sera, degli incontri con personalità dell'industria, della cultura, che sono di grande importanza, e servono a ravvivare da un lato la vita culturale interna dall'altro lato anche a stabilire rapporti con il mondo esterno.

Comunque (rivolgendosi agli intervistatori, n.d.r.), se siete in Collegio siete dei fortunati. Sappiatelo!