Intervista al professor FRANCESCO PROFUMO
Rettore del Politecnico di Torino, ospite del Collegio Einaudi dal 1972 al 1977.

Professore, in che anni è stato ospite del Collegio Universitario e in quale Sezione risiedeva?
Sono stato ospite dall’ottobre 1972 al luglio 1977 al Collegio in Corso Lione 44, in quella che ora si chiama Sezione San Paolo.

Come si presentava la città di Torino durante i suoi anni universitari?
La Città era piuttosto grigia, molto smog e avevamo almeno 30 giorni di nebbia fitta. La sera si usciva poco e si studiava molto.

Perché ha scelto di risiedere presso il Collegio Universitario durante i suoi studi all’università?
Avevo vinto la Borsa di Studio Einaudi.

Il Collegio ha influenzato la sua vita universitaria? Se sì, in che modo?
Certamente molto. In Collegio si trovavano gli amici, gli aiuti e lo stimolo per studiare e per cercare di ottenere i migliori risultati nel minor tempo possibile.

Cosa ricorda con maggior piacere degli anni passati in Collegio?
I miei amici di Canosa di Puglia.

I rapporti di amicizia consolidatisi durante quegli anni si sono protratti nel tempo e le sono stati di supporto nella sua carriera professionale?
Mi capita spesso di incontrare alcuni dei miei ex-compagni ed alcuni lavorano al Politecnico.

Cosa amava fare nel tempo libero e quali attività extra universitarie svolgeva?
Facevamo molto sport e qualche volta andavamo a teatro. Il tempo libero non era molto!

Cosa ha provato quando ha dovuto lasciare il Collegio?
Dopo essermi laureato, nel luglio 1977, prima di essere arruolato tra gli alpini, mi sono trasferito in Collegio in Via Galliari, dove sono rimasto il I semestre dell’Anno Accademico 1997/78, avendo un incarico da “coadiutore”. La transizione in uscita dal Collegio è stata molto ‘smooth’.

Consiglierebbe ad uno studente la vita di Collegio?
Certamente sì, è una grande esperienza di vita, che non si dimentica.

Da Rettore, quali strade ritiene che il Collegio potrebbe intraprendere per interagire maggiormente con il sistema universitario?
Le interazioni con il sistema universitario sono già molto forti. Credo che sarebbe opportuno avviare un “progetto culturale” insieme.

In chiusura le chiediamo di dare un consiglio ai giovani studenti che stanno per iniziare un percorso di studi universitari.
Gli anni dell’università sono determinanti per la vita futura. E’ necessario studiare (molto), ma anche vivere la vita della nostra Città, che ha stimoli culturali, scientifici e di socialità che non ha eguali in Italia. Studiare a Torino è bello!